21052024Headline:

Cosa resta di 5 anni a Palazzo Gentili

Concordi i capigruppo Grattarola (Pd) e Urbanetti (FI): "Una provincia così non serve"

Francesco Urbanetti, capogruppo uscente di Forza Italia in provincia

Francesco Urbanetti, capogruppo uscente di Forza Italia in Provincia

Cosa resterà della Provincia, intesa come ente destinato nel giro di qualche giorno a perdere la gran parte delle competenze fin qui esercitate? Abbastanza poco, a fronte di un taglio delle risorse già corposo oggi e destinato ancora di più a crescere. L’opinione è largamente condivisa sia dalla maggioranza che dalla minoranza uscenti. Federico Grattarola (capogruppo Pd): “Questa è una riforma nata per accontentare l’anti-politica, ma così non va da nessuna parte. Il limbo attuale, peraltro, mi sembra destinato a durare poco: nel futuro vedo una definitiva cancellazione. La situazione è così drammatica che, già da giugno, potrebbero essere rischio persino gli stipendi dei dipendenti”. Francesco Urbanetti (capogruppo di Forza Italia): “Senza risorse non si va da nessuna parte, è evidente. Hanno tagliato drasticamente i fondi, ma le funzioni da chi e come saranno gestite? Veniamo da una fase difficile, ma in futuro sarà ancora peggio. Francamente non mi spiego, in area centrosinistra, tutto questo attivismo per candidarsi. Forse non sanno qual è la reale situazione. Senza interventi da parte del governo centrale, i dipendenti rischiano di non essere pagati già da luglio”. C’è una leggera discrasia di date, ma il concetto è chiaro: nel giro di qualche mese, il rischio di default è assai consistente.

“Un’esperienza da dimenticare” sancisce Grattarola senza mezze misure. Più possibilista Urbanetti: “No, io la rifarei comunque. Anche se confesso sinceramente che non ho potuto fare ciò che avevo in animo. Penso alle scuole del territorio civitonico da dove provengo. Stornando 400mila euro dalla formazione siamo riusciti ad intervenire sull’istituto Rossi, dopo che per 6 mesi la Regione ci aveva preso in giro. Ma penso anche alle strade dell’intera Tuscia: sono 1700 chilometri e  ci vorrebbero 50 milioni di euro per metterle a posto. Siamo riusciti a trovare appena 3 milioni: troppo poco. E potrei continuare a lungo”. “A me -interviene Grattarola – rimane il dolore di non essere riuscito a risolvere il problema dei precari. Con il presidente Meroi abbiamo lavorato fianco a fianco (perché abbiamo sempre cercato di fare un’opposizione propositiva e poi su certi temi non ha senso dividersi) , ma l’attuale situazione impedisce ogni tipo di soluzione, purtroppo. Spero che in futuro le cose cambino e che il prossimo presidente risolva la situazione”.

Federico Grattarola, capogruppo  uscente del Partito democratico in Provincia

Federico Grattarola, capogruppo uscente del Partito democratico in Provincia

Negli anni scorsi, diversi sono stati i momenti complicati nella maggioranza. “Non ho difficoltà a confermarlo – chiosa Urbanetti – lo spettacolo offerto è stato tutt’altro che positivo. E peraltro sono arrivato proprio nel momento più difficile quando spariva il Pdl e nascevano diverse formazioni. Alla fine però Forza Italia con 5 consiglieri è diventato il gruppo più numeroso nella maggioranza”. Caustico Grattarola: “Alla prova dei fatti la maggioranza ha mostrato tutti i suoi limiti di formazione nata solo come cartello elettorale. Si sono divisi, spaccati, ricomposti in una serie di giravolte incredibili. Scene indecorose”.

E adesso i due capigruppo uscenti stanno per diventare “pensionati” della politica. “No, assolutamente – interviene Francesco Urbanetti – finisce l’esperienza da consigliere provinciale, ma continuerò ad occuparmi con ancora maggiore impegno del mio territorio e continuerò la mia attività di commissario provinciale di Forza Italia, cercando portare avanti il discorso dell’unità del centrodestra, così come abbiamo fatto nella ricerca della candidatura giusta e della composizione della lista per  la futura Provincia, insieme al collega Ubertini. A proposito, il ruolo di commissari non è una grazia ricevuta e non è assolutamente frutto di amicizie: semplicemente eravamo i due capigruppo e in questa veste abbiamo ricevuto l’incarico”. “Meglio 10 anni da sindaco di un piccolo comune come Vignanello che 5 in questo tipo di provincia: almeno lì ho risolto qualche problema. Il futuro? Mai dire mai, anche se oggi sinceramente posso solo dire che non mi dispiacerebbe continuare a fare politica”.

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