23062024Headline:

Cartiera di Tuscania Prefetto, se ne occupi

La cartiera di Tuscania

La cartiera di Tuscania

A proposito della situazione della ex cartiera di Tuscania, il segretario provinciale della Fiom – Cgil,  Carlo D’Ubaldo, ha scritto una lettera aperta al prefetto Rita Piermatti (e per conoscenza al sindaco di Tuscania, Fabio Bartolacci). Ecco il testo:

 

Dott.ssa  Piermatti,

mi permetto di scriverle in questa forma dopo che per alcuni anni mi sono occupato del destino lavorativo degli operai impiegati nella Cartiera di Tuscania. Non voglio dilungarmi sui tanti perché la situazione in quell’impianto è degenerata e su quanta poca trasparenza c’è stata da parte degli avvoltoi che hanno volteggiato pensando magari di farci un po’ di soldi mestando nel torbido di procedure fallimentari ingarbugliate e complicate.

Le voglio invece parlare delle condizioni in cui versa quell’impianto oggi e che probabilmente sono il frutto anche della sconfitta di quel territorio in termini di perdita di lavoro e opportunità di sviluppo. L’ignavia istituzionale, da parte dell’Amministrazione provinciale e comunale di Tuscania, che nei loro atti istituzionali, formalmente corretti dal punto di vista amministrativo, hanno sempre pensato che più si spingeva lontano il problema e meno conseguenze avrebbero avuto dal punto di vista politico, ha causato l’abbandono al suo destino di quell’impianto che Le rammentiamo è situato  su un terreno vincolato dal punto di vista archeologico, paesaggistico e idrogeologico.

In realtà già quando sollecitammo e partecipammo ai tavoli tecnici, con la Provincia e il Comune, indicammo la necessità, sottovalutata, di pensare oltre che ai posti di lavoro che si andavano perdendo anche alle conseguenze che il relativo abbandono dell’impianto avrebbe comportato per l’intera comunità e per il territorio provinciale e comunale.

Il prefetto Rita Piermatti

Il prefetto Rita Piermatti

Quello che mi spinge ad insistere con Lei rispetto a questo tema è la preoccupazione che come cittadino e segretario della Fiom ancora una volta vinca l’indifferenza verso temi così importanti quali la tutela ambientale causati dall’abbandono di siti produttivi che ora invece potrebbero almeno per la dismissione e il ripristino rappresentare una risorsa in termini lavorativi. La mia insistenza è dovuta anche alla recente approvazione della legge n. 68, entrata in vigore il 29/05/2015, in materia di delitti ambientali.

Tale Legge rappresenta un primo strumento per la difesa della salute e del territorio, contro l’indifferenza, anche di tanti cittadini,  per piccoli e grandi reati ambientali che fino ad oggi hanno devastato il nostro territorio e causato tanti danni alla salute di cittadini ignari o distratti. Tale Legge prevede oltre alla condanna, anche la possibilità del ripristino dei luoghi inquinati dopo la condanna dei colpevoli.

Ma chi sono i colpevoli per il sito di Tuscania ? E soprattutto in che termini è applicabile la Legge n. 68/2015 ? E soprattutto chi deve indagare e chiarire come è andata la vicenda, a che punto è la procedura fallimentare e soprattutto come porre un rimedio a quello scempio? Ci sono 6.000 tonnellate circa di rifiuti derivati dalle lavorazioni, oltre a fanghi e rifiuti pericolosi all’interno di una zona  vincolata e sulle sponde del fiume Marta. Chi se ne deve occupare?

La ringrazio anticipatamente per il suo interessamento.

Distinti saluti

Carlo D’Ubaldo, segretario provinciale Fiom – Cgil

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