13042024Headline:

Trasversale, continua il balletto dei colori

I Cinquestelle puntano sulla ferrovia, Mazzola non molla, i comitati protestano...

Silvia Blasi, consigliera regionale del Movimento Cinquestelle

Silvia Blasi, consigliera regionale del Movimento Cinquestelle

Il dibattito pubblico organizzato lo scorso sabato a Tarquinia è stato fortemente voluto dal M5S per aprire un confronto con tutta la cittadinanza riguardo il progetto della trasversale. E’ stato quindi prezioso il contributo offerto dai numerosi presenti, comitati, agricoltori e cittadini. L’obiettivo era spiegare il modus operandi del M5S rispetto a decisioni su opere pubbliche così impattanti sul territorio che non dovrebbero mai essere calate dall’alto ma solo dopo un confronto con le comunità locali. “Riteniamo fondamentale – spiegano i pentastellati – un vero processo partecipativo con la cittadinanza, completamente ignorata sul progetto della trasversale visto che le istituzioni, in primis il comune di Tarquinia, non la hanno nè informata nè consultata. Un modo di operare lontano dai principi di partecipazione cardine della Convenzione di Aarhus che il M5S condivide pienamente tanto da essere parte di una specifica proposta di legge in parlamento”.

“La posizione del M5S – aggiungono il consigliere regionale Silvia Blasi e i deputati Massimiliano Bernini e Marta Grande – rispetto alla trasversale è coerente con i punti fermi del nostro programma: infrastrutture come questa rappresentano ferite insanabili per il territorio oltre ad essere ed antieconomiche ed anacronistiche da un punto di vista della sostenibilità  e per questo sosteniamo con forza il potenziamento delle linee ferroviarie come la Orte-Civitavecchia. Rispetto al progetto preliminare di Anas che passa sulla Valle del Mignone, attualmente oggetto di procedura Via sicuramente è quello che consuma maggiore quantità di suolo e  per questo va rigettato. La direzione Urbanistica della Regione Lazio ha già espresso un parere sul tracciato verde, giudicandolo positivamente, ha rigettato quello viola per l’impatto sui beni archeologici e ha indicato in quello blu la soluzione più percorribile, dato che si snoda su un territorio meno sottoposto a vincoli. Siamo all’opposizione in regione e in parlamento, e i fondi per le infrastrutture vengono decisi dalla Regioni e dal Governo ma faremo tutto quanto in nostro potere per  continuare ad informare i cittadini, portare la loro voce nelle istituzioni e promuovere strumenti di partecipazione nelle sedi”.

Mazzola presenta il progetto alternativo al tracciato progettato dall'Anas

Mazzola presenta il progetto alternativo al tracciato progettato dall’Anas

Sul tema interviene ancora il presidente della Provincia Mauro Mazzola: “Avevo avvertito sulle tante difficoltà che prevede il completamento del collegamento del porto di Civitavecchia con il nodo intermodale di Orte, tratto Monteromano Est. La mia posizione l’ho ribadita ovunque e comunque. L’avevo detto in maniera accorata che quel tracciato non era praticabile. Proprio vero che nessuno è profeta in patria. Finalmente, dopo tanto parlare, arriva una decisione che rimette un po’ d’ordine sull’intera vicenda. Il Ministero dell’ambiente, sulla procedura di Valutazione di impatto ambientale (Via) del tracciato viola, sospende l’iter. Guarda caso, qual è la mia posizione al riguardo? Cosa sostengo da mesi, pur con tutte le critiche che mi sono piovute addosso? La mia non è una battaglia fine a se stessa ma il frutto di una constatazione palese, rispetto ad un tracciato che avrebbe mille difficoltà, qualora venisse realizzato, e sarebbe costellato da una miriade di ricorsi. Non abbiamo nemmeno iniziato e già si evidenziano difficoltà non di poco conto. Non diamo retta soltanto ad Anas, il cui unico interesse è quello di costruire. Il mio appello sempre più convinto e sincero è quello di ascoltare il territorio, le comunità e gli amministratori locali che ben conoscono le peculiarità di quei luoghi. Invito tutti a venire a Tarquinia, per lavorare in una sinergia che sia realmente produttiva e che consenta di sostenere e realizzare, una volta per tutte, la nostra trasversale, nel posto giusto e subito”.
Dopo lo sterile polverone e la disinformazione che questi giorni ha occupato i mezzi stampa, con più o meno fantasiosi comunicati e teorie sul completamento della SS675 dove ognuno punta sul colore preferito, il Ministero dell’ambiente riporta tutto e tutti alla realtà, peraltro l’unica su cui realmente si discute e si dovrebbe discutere e cioè la procedura di Via sul progetto preliminare, il cosiddetto tracciato Verde, l’unico in approvazione e l’unico sul quale a quanto pare solo il Comitato per il diritto alla mobilità di Tarquinia e le associazioni ambientaliste nazionali hanno concentrato il lavoro e l’informazione.  “Come più volte abbiamo ricordato negli incontri pubblici e nelle note diffuse ai mezzi di comunicazione – spiega il Comitato per il diritto alla mobilità di Tarquinia – la vera battaglia in questo momento è quella che riguarda il contrasto al tracciato verde messo in valutazione dal Ministero dell’ambiente, progettato interamente nella valle del Mignone, un ecosistema prezioso e delicato dal punto di vista paesaggistico e floro-faunistico, che così stando le cose verrà devastato da una superstrada che corre a pochi metri dal fiume, progettata con ben 9 viadotti. Lo diciamo da tempo e noi non cambiamo versione: l’unico atto che avrebbe ancora oggi una efficacia pratica, ai fini della salvaguardia di questo territorio sarebbe quello di esprimere, nelle sedi competenti (Ministero dell’Ambiente) la propria contrarietà – non a parole o con dichiarazioni sui giornali – ma con atti scritti e protocollati, come ad esempio una delibera del consiglio comunale, forte di un’approvazione unanime di maggioranza e opposizione, da presentare nella conferenza dei servizi, che esprima contrarietà a questo tracciato articolandone peraltro le motivazioni”.

 

Una simulazione del ponte sul fosso del Nasso

Una simulazione del ponte sul fosso del Nasso

“Se la delibera di consiglio del comune di Tarquinia – aggiunge il Comitato – fosse stata approvata e successivamente inviata, la Regione avrebbe dovuto formalizzare la propria posizione ufficiale rispetto alla localizzazione dell’opera, e non ci staremmo ancora chiedendo se quanto riportato dai mezzi stampa corrisponda ad atti ufficiali, e se quindi ANAS non abbia già incassato il parere favorevole al tracciato verde. Continuare a sostenere il tracciato viola che al momento non è stato neppure posto sul tavolo della Valutazione di impatto ambientale, contrariamente al tracciato verde su cui invece si è chiamati ad esprimere in questa fase le eventuali motivate contrarietà, rende chiaro quali sono le vere intenzioni del primo cittadino e non solo: far trascorrere il tempo che resta alla approvazione del tracciato verde simulando una contrarietà su cui però si guarda bene dall’esprimere come le procedure di legge vorrebbero e contestualmente alzare i toni nel sostenere un tracciato, il viola, che al momento la procedura di legge non pone neppure in valutazione. Un esempio eclatante di inconcludenza del comune di Tarquinia è stata in primis la lettera che il sindaco di Tarquinia ha sventolato a settembre invece delle osservazioni alla Via che invece era ed è tutt’oggi l’unico iter da seguire con attenzione. Il sindaco ha firmato una lettera a settembre 2015 e l’ha indirizzata al Ministero delle Infrastrutture e a tanti altri uffici, tranne a quell’unico Ministero a cui invece andava indirizzata ai fini delle osservazioni al tracciato verve, ovvero al Ministero dell’ambiente. Ancora oggi nella pagina web delle procedura Via del Ministero dell’ambiente non esiste alcun documento pubblicato ai fini delle osservazioni a firma del sindaco del comune di Tarquinia. Ma i cittadini hanno già conosciuto questa ambigua condotta di Mazzola poiché si sta ripetendo esattamente ciò che è successo per il tracciato della autostrada Tirrenica che oggi, unanimemente viene riconosciuta come un’opera che più che valorizzare la città di Tarquinia ed suoi dintorni la sta penalizzando ed impoverendo rendendo sempre più difficile sia l’accesso in città che il traffico di prossimità”.

“Insomma – conclude il Comitato – si ripete un film già visto, una contrarietà di maniera espressa in modo unicamente verbale e quindi totalmente inefficiente ed inefficace pur di non impegnarsi con documenti scritti che impatterebbero in ben altro modo, sull’iter procedurale in corso e sulla devastazione che si vorrebbe realizzare nella valle del Mignone. Anche stavolta l’opposizione sostanziale al progetto la porteranno avanti, le associazioni ambientaliste insieme a quei comitati che da subito hanno intrapreso la strada di una ragionevole e articolata opposizione al tracciato proposto da Anas nella vallata del Mignone. Insomma, per la difesa del territorio ci sono i cittadini consapevoli, per tutto il resto c’è il Sindaco di Tarquinia e la politica”.

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