25042024Headline:

Forza Viterbese. Con o senza tifosi del Rieti

La sfida di mercoledì prossimo decisiva per l'esito del campionato

Mister Federico Nofri

Mister Federico Nofri

Tifosi sì, tifosi no, tifosi forse. Se i supporters del Rieti potranno venire a Viterbo ad assistere a quella che si preannuncia come la partita dell’anno, in programma il prossimo 30 marzo, ancora non è dato sapere. L’ultima parola spetta al prefetto di Viterbo, che ha facoltà di vietare la trasferta anche all’ultimo, nonostante l’Osservatorio per le manifestazioni sportive non abbia posto alcun veto (al contrario di quello che fece qualche mese fa per la gara d’andata e due anni fa, inibendo la trasferta a Rieti ai tifosi della Viterbese, in una gara che per i gialloblù coincise con la vittoria del campionato di Eccellenza) alla loro presenza alla Palazzina.

Personalmente non ci vedo nulla di strano. Che l’Osservatorio non vieti la trasferta ai reatini io lo trovo normale. Per una mera questione numerica: allo stadio Scopigno – e lo dice lo stesso presidente del Rieti, non una semplice tifosa di parte avversa – a vedere le partite degli amarantocelesti ci vanno sì e no in 90. Praticamente nessuno, il Pianoscarano o il Pilastro o il Barco Murialdina, o qualunque altra compagine dilettantistica della nostra provincia, ha di media più spettatori. Considerando che Viterbese-Rieti si giocherà di mercoledì, poi, è facilmente prevedibile che non rivedremo certo i 500 di Grosseto, nel settore ospiti dello stadio gialloblu. L’impressione è dunque che si stia parlando del niente: se tanto mi dà tanto, in trasferta a Viterbo quanti reatini volete che vengano? Una quindicina sì e no, qualche fedelissimo, ma proprio a voler esagerare.

Il problema semmai, come tutte le italiche questioni, è la disparità di trattamento tra tifosi, visto che sia l’autunno scorso sia nel 2014 l’Osservatorio a parti invertite assunse una decisione diversa. Due anni fa, forse a causa di quanto accaduto a Viterbo nella gara di andata (un lieve tafferuglio), a noi tifosi della Viterbese fu impedito di festeggiare con la squadra a Rieti la vittoria del campionato di Eccellenza. Dovemmo fare i conti con la limitazione, col crudele divieto di viverci l’emozione della squadra gialloblu che asfaltava i cugini della Sabina e riconquistava la serie D dopo quasi un anno di purgatorio. A questo, del resto, servono gli stop alle trasferte: a uccidere l’emozione, che è alla base dello sport e del tifo, al di là di ogni categoria.

Walter Alexis Invernizzi,. bomber della Viterbese

Walter Alexis Invernizzi,. bomber della Viterbese

Tifosi avversari presenti o meno, secondo me però il vero punto è un altro. È che la Viterbese questa partita la deve vincere. Ad ogni costo. Non tanto per la classifica, perché la squadra di mister Federico Nofri resterebbe prima in ogni caso (ma qui scattano gli scongiuri del caso). Ma per ipotecare definitivamente la stagione. Per dimostrare ancora, se mai ce ne fosse bisogno, che ha l’organico più forte e compatto. Per urlare al mondo che la Viterbese c’è, che è finalmente tornata e che merita di stare nel calcio che conta. Per vendicare la mutilazione di una vittoria del campionato senza l’abbraccio dei propri tifosi, come avvenuto proprio a Rieti due anni fa.

Forza Viterbese, dunque, vai e batti anche il Rieti. Per ieri, per oggi e per domani.

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