03022023Headline:

Ecco come sarà la Asl del futuro

Tre nuove reti per migliorare i servizi e monitoraggio sulle liste d'attesa

IL direttore sanitario Giuseppe Cimarello e il direttore generale Daniela Donetti

Il direttore sanitario Giuseppe Cimarello e il direttore generale della Asl Daniela Donetti

Per la Asl di Viterbo ci sono due spine nel fianco che preoccupano e che meritano interventi risolutivi: le liste d’attesa e la mobilità passiva. Due temi che da un lato provocano le proteste degli utenti-cittadini (quando si sentono affibbiare esami o visite specialistiche a distanza di mesi) e dall’altro pesano parecchio sui bilanci visto che andare a curarsi in strutture di un’altra Asl costa, e tanto pure. E allora, come si interviene? Daniela Donetti, direttore generale dell’Azienda sanitaria locale della Tuscia, ha le idee chiare: “Con il miglioramento del servizio e delle prestazioni. Il problema non è tagliare, ma convincere gli abitanti di questa provincia che siamo in grado di offrire una sanità qualificata che non ha nulla da invidiare a quella di altre province o regioni”. Vale la pena andare con ordine perché di carne al fuoco ce n’è parecchia.

LISTE D’ATTESA E’ stato nominato il referente unico aziendale  (Massimo Foglia) che deve “garantire un appropriato accesso dei cittadini ai servizi sanitari da realizzarsi attraverso l’applicazione di rigorosi criteri di appropriatezza, del rispetto delle classi di priorità e della trasparenza del sistema a tutti i livelli. Insiste molto la Donetti sul concetto di trasparenza, non buttando sotto il tappeto la polvere dell’intramoenia. “Una problematica che conosciamo – spiega – e che intendiamo affrontare con decisione. E’ giusto e comprensibile che il cittadino si arrabbi quando una visita viene programmata dopo mesi, mentre la ottiene nel giro di pochi giorni attraverso un altro meccanismo”. Le azioni previste dal modello approntato riguardano la trasparenza, il monitoraggio, la pianificazione, la gestione e il controllo delle liste di attesa.

I cardiologi Donato Di Donato (in piedi) e Francesco Serra

I cardiologi Donato Di Donato (in piedi) e Francesco Serra

LA QUALITA’ DEI SERVIZI L’obiettivo è creare un’integrazione sempre più costante tra ospedale e territorio, attraverso l’attivazione dei nuovi percorsi aziendali di cardiologia, gastroenterologia e gestione delle patologie vascolari. “Le tre reti – commenta il direttore generale Daniela Donetti – si prefiggono di migliorare l’offerta dei servizi, anche con un incremento delle prestazioni erogate e con una maggiore disponibilità di accesso tramite il Cup. Tuttavia, la soluzione al problema dell’accesso al sistema sanitario passa necessariamente e prioritariamente tramite la revisione dei percorsi e una appropriata verifica delle richieste. Ed è questo che intendiamo fare”. Il problema è che, talvolta, gli esami prescritti si potrebbero evitare: i medici non utilizzano il termine “inutile”, ma preferiscono l’aggettivo “inappropriato”. Con conseguenze comprensibili: di natura economica, di tempo che potrebbe essere usato in maniera diversa e probabilmente più utile, di appesantimento delle liste d’attesa, di occupazione di posti letto da riservare a situazioni più complesse e gravi. E allora si deve operare di più con i servizi ambulatoriali, con interventi che si risolvono nell’arco di una mattinata. E’ uno sforzo che la Asl chiede ai medici: non solo quelli interni, ma soprattutto quelli di base che sono i primi a dover valutare i casi.

RETE CARDIOLOGICA Ne parlano gli specialisti Luigi Sommariva, Francesco Serra, Massimo Sassara e Donato Di Donato. Elettrocardiogrammi e test di sforzo nei centri di primo livello sparsi nella provincia, nel secondo livello a Belcolle, negli ambulatori integrati ospedale – territorio e nelle case della salute che apriranno a Soriano e a Bagnoregio. Anche Orte è stato potenziato, perché è una realtà molto vicina all’Umbria e dunque soggetta ad elevata migrazione dei pazienti. ”L’obiettivo è non creare conflitto tra esterni e interni – spiega il direttore dell’Unità operativa complessa di cardiologica Luigi Sommariva – puntando sui percorsi per decongestionare il Pronto soccorso e gli ambulatori’’. Si tratta dei cosiddetti Pac (Percorsi ambuilatoriali cardiologici) che hanno permesso di risparmiare in un anno 243 ricoveri. ”Si sta cercando di fare un lavoro di ottimizzazione delle risorse aumentando l’offerta – aggiunge Francesco Serra, direttore della Uosd Utic – Su questo c’è unità d’intenti tra la direzione strategica e tutti gli utenti’’. Per Massimo Sassara, direttore di Elettrofisiologia, ”Radiologia e elettrofisiologia hanno tutti i mezzi e le capacità per recuperare quei pazienti che si vanno a curare altrove’’.

L'intervento del dottor Roberto Faggiani

L’intervento del dottor Roberto Faggiani

RETE PER LA GESTIONE DELLE PATOLOGIE VASCOLARI  Il programma, già operativo dal mese di aprile e già in agenda presso i Cup aziendali, prevede l’incremento a Belcolle da 12 a 45 ore di EcoColorDoppler settimanali: più 400% rispetto a quanto avveniva in precedenza. Sempre a Belcolle verranno effettuate 20 visite specialistiche a settimana. La riorganizzazione della rete prevede, inoltre, un potenziamento dell’attività ambulatoriale sul territorio con l’ambulatorio EcoColorDoppler che effettuerà 40 esami al mese (20 ogni 15 giorni) e con l’ambulatorio di Montefiascone nel quale si effettueranno delle visite specialistiche ogni 15 giorni, di mercoledì. ”La nuova sala angiografica – sottolinea il direttore Domenico Alberti – ci rimette al passo coi tempi, perché le tecnologie contano. In più è stata potenziata la week surgery, in grado di curare e dimettere in tre giorni dai 7 ai 10 pazienti che non avrebbero trovato posto a Belcolle. Vale per la maggior parte delle patologie, aneurismi compresi’’.

RETE DI GASTROENTEROLOGIA Il numero delle colonscopie (6404) e delle gastroscopie (5295) erogate nelle strutture aziendali per l’anno 2014 testimonia un flusso di attività importante, tra i più significativi del Lazio. Per ridurre il fenomeno delle liste di attesa, dunque, occorre agire sul fronte dell’appropriatezza e sulla implementazione di nuovi percorsi, così come è stato fatto con l’attivazione del programma di screening del tumore del colon retto. È stato rilevato, infatti, che oltre il 31% delle colonscopie effettuate su utenti provenienti dal programma di screening ha evidenziato un problema di salute. Percentuale che si abbassa drasticamente a circa il 10% negli utenti che, per lo stesso esame, sono passati dal Cup. Questo dato testimonia un alto tasso di prescrizione o di accesso inappropriato che, indirettamente, influisce in maniera rilevante anche sulle liste di attesa. Per la rete gastroenterologica, ancora di più che per le altre, “appropriatezza” è la parola d’ordine. “Civita Castellana e Tarquinia sono poli di primo livello, Belcolle di secondo – aggiunge il direttore Roberto Faggiani -. Non abbiamo assolutamente bisogno di aumentare i numeri, che già oggi sono i migliori di tutto il Lazio per quanto riguarda l’ospedale di Belcolle, che produce più endoscopie del San Camillo, per dire. Piuttosto, ci stiamo occupando di migliorare quello che facciamo, spostando per esempio le prenotazioni della colonscopia dal Cup verso lo screening, un passaggio che riduce la percentuale di esami inappropriati”.

Il direttore generale della Asl Daniela Donetti

Il direttore generale della Asl Daniela Donetti

“Aumentare l’offerta senza aver rivisto i percorsi sarebbe stato dannoso – conclude Donetti – e avrebbe soltanto ingolfato ancora di più le liste d’attesa. Presto anche altre reti verranno riviste, non ci siamo dati un obiettivo preciso in quanto a riduzione delle liste e abbattimento della mobilità passiva, ma sappiamo che per distruggere qualcosa basta pochissimo, per ricomporla ci vuole tanto tempo e tantissima buona volontà’’. Vale la pena ricordare che nel 2015 la Asl ha effettuato 4.3 milioni di esami (1.1 di laboratorio) per una popolazione di 320mila abitanti.

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