14042024Headline:

Ragazzi, c’è da gestire un distretto

Viterbo, Orvieto e Chiusi guidano la pattuglia dei comuni che hanno già aderito

La giornalista Giovanna Rossiello con il vice sindaco Luisa Ciambella

La giornalista Giovanna Rossiello con il vice sindaco Luisa Ciambella

Il progetto ha davvero tante mamme e pure levatrici, come si diceva una volta. Il Distretto culturale e turistico dell’Etruria nasce con una spiccata connotazione femminile: le tre assessore dei comuni capofila che lo hanno materialmente realizzato (la viterbese Luisa Ciambella, l’orvietana Vincenzina Martino e la chiusina Chiara Lanari), il ministro Stefania Giannini, la dirigente del Mibact Caterina Bon di Valsassina e Madrisio. Naturalmente su tutte vola altissima Ati, la ragazzina etrusca protagonista del filmato che è stato il leit motiv di Experience Etruria sia all’Expo che nella presentazione a Bruxelles: a proposito, da settembre il fumetto di Ati (realizzato da Giorgio Nisini, Angelo Deiana e Laura Natali) entrerà ufficialmente nelle scuole. Ma c’è anche un papà, meglio padre putativo (così la signora Rosetta non si preoccupa): l’onorevole Giuseppe Fioroni che pur non credendoci inizialmente (“Io sono un po’ all’antica, più legato ai campanili…”), alla fine si è accorto che la cosa funzionava e ne è diventato il principale sponsor sia con il ministro Giannini (istruzione) che con il collega Franceschini (beni culturali).

Angelo Deiana, Giorgio Nisini, e i creatori del fumetto Ati

Angelo Deiana, Giorgio Nisini e Laura Natali i creatori del fumetto Ati

“Devo dire – confessa candidamente in Sala d’Ercole Peppe da Pianoscarano – che la faccenda nasce dall’insistenza di Renzi che ripete costantemente e finanzia solo i progetti che lavorano in rete e in cui si fa squadra. Dove cioè ci sono sinergie forti. Il Distretto dell’Etruria meridionale appartiene a questa categoria, con una caratteristica in più: mette insieme i comuni di tre regioni. Non solo, ma è strutturato in modo da essere sempre aperto: chi vuole, potrà aderire anche in corso d’opera”. Intanto, si parte con una decina di amministrazioni comunali già dentro (Bolsena, Montalto di Castro, Tarquinia, Tuscania, Cerveteri, Grosseto, Montepulciano, San Casciano, Murlo e Sarteano) e rappresentate dai sindaci di  Viterbo (Leonardo Michelini), Orvieto (Giuseppe Germani) e Chiusi (Juri Bettolini), i comuni capofila, che firmano l’accordo quadro con Miur e Mibact. L’intesa nasce per “favorire la conoscenza del territorio, della storia, dei beni culturali e paesaggistici dell’Etruria meridionale”.

Il sindaco Michelini dona la bisaccia del pellegrino al ministro Stefania Giannini

Il sindaco Michelini dona la bisaccia del pellegrino al ministro Stefania Giannini

Ma non si tratta delle solite parole quasi di circostanza, perché è un accordo che dà vantaggi concreti (per esempio di natura fiscale), che permette di accedere a finanziamenti sia a carattere nazionale sia a livello europeo, che di fatto crea un marchio, un “brand” riconoscibile e sfruttabile in iniziative di carattere culturale e turistico. Intanto, le amministrazioni che intendono aderire formalmente dovranno pronunciarsi con una delibera del Consiglio comunale, possibilmente in termini molto rapidi. Subito dopo i presidenti delle Regioni interessate (Zingaretti per il Lazio, Rossi per la Toscana e Katiuscia Marini per l’Umbria) si incontreranno per l’individuazione dei confini territoriali: sarà coinvolto il demanio e saranno convocate conferenze dei servizi. Le agevolazioni riguardano anche  la semplificazione amministrativa poiché per legge i distretti turistici sono “zone a burocrazia zero”, con un meccanismo di esenzione da Ires, Irap e Imu, nonché l’esonero dai contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente.

L'arrivo del ministro Giannini a Palazzo dei Priori

L’arrivo del ministro Giannini a Palazzo dei Priori

“Devo riconoscere – ammette Fioroni – che la rete funziona ed è molto meglio del vecchio campanile, al quale ero abituato. Si mettono a sistema le risorse di ognuno, si fanno economie e si uniscono le forze per raggiungere obiettivi che sono comuni”. Ma c’è un passaggio ancor più stuzzicante, sempre made in Peppe: “Visto che stiamo parlando territori simili, anzi di un’unica zona che parte dalla Toscana e arriva alle porte di Roma, potremmo anche pensare ad una candidatura unica dell’Etruria a capitale italiana della cultura. Una candidatura che non si limita ad una città e che diventa diffusa in quanto va ad identificare un territorio”. Ragazzi, questa è un’investitura vera e propria e per il prossimo concorso c’è già una candidatura molto forte e autorevole. “Perché – conclude il ministro Stefania Giannini – quest’area è portatrice di un’identità (storica, culturale, geografica) ed è caratterizzata da una sostenibilità di base, che è stata uno dei capisaldi di Expo. Il nostro Paese dispone di due straordinari patrimoni: quello culturale-paesaggistico e quello umano. Mettiamoli a sistema e i risultati non mancheranno”.

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