23052024Headline:

Viterbese, le pagelle di un trionfo

Belcastro con la fantasia, Cuffa con la grinta, Vegnaduzzo con il cuore

Mbaye e il secondo portiere Mastropietro

Mbaye e il secondo portiere Mastropietro

La Viterbese torna tra i professionisti dopo otto anni. Cosa altro aspettarsi dalla vita? La pace nel mondo? L’immortalità? Vincere al SuperEnalotto? Non è detto che sia più bello. Comunque, dopo una stagione di voti sparati quasi sempre ad minchiam, ecco il pagellone finale di Viterbopost. Naturalmente insindacabile, gente.

Pini 8.5 La smentita vivente e parante ad uno dei luoghi comuni del calcio di queste categorie bastarde: chi l’ha detto che un portiere under è un limite? Con interventi decisivi, un carattere mica male (vedi la reazione da campione agli insulti dei suoi ex tifosi grossetani, nella sfida di ritorno al Rocchi), e una crescita domenica dopo domenica, è stata una delle sicurezze della squadra. E si è guadagnato anche la convocazione nella Rappresentativa di serie D. I due errorucci a fine campionato sono già perdonati. Classe ’97, farà strada, speriamo da queste parti.

Pandolfi 7.5 Idem come sopra. Terzino sprint, tecnica di alto livello, sprazzi di classe pura con quel modo di giocare sempre a testa alta. Qualche cavolata, magari per troppa convinzione, ma niente di grave.

Pomante 7 Il Puma, perché graffiante e rapido in marcatura, con Scardala ha formato una coppia alla Sandra e Raimondo, cioè ben affiatata. Fermato a ridosso di Natale da un problema di salute, è tornato alla grande. Pericoloso pure in fase offensiva.

Cuffa, Neglia e Belcastro, grandi protagonisti della stagione

Cuffa, Neglia e Belcastro, grandi protagonisti della stagione

Scardala 9 Il più migliore dei migliori, se è concesso l’anacoluto poco manzoniano. Dirige la difesa con i tempi e i modi giusti, e influenza positivamente tutti quelli che gli stanno accanto, come poi dovrebbe fare sempre un capitano. Non sarà un mostro di statura, ma di bravura sì. Cosa manca? Magari che ci faccia sentire come suona la chitarra – lui che studia questo strumento al conservatorio -: se lo fa come gioca, ecco un altro Clapton.

Dierna 7.5 Come Pomante, certo, anche se lui è un difensore diverso, più alto e meno mobile, magari, ma ugualmente efficace. Doveva partire a dicembre, è rimasto e ha segnato il gol promozione – memorabile, di nuca – in quel di Casal Del Marmo. Emilione alè.

Fe’ 7.5 Il Roberto Carlos all’acquacotta è una delle note più belle della stagione. Aveva giocato qui due anni fa, ma quello era il fratello scarso. Lo abbiamo ritrovato cresciuto nel fisico, instancabile nella corsa, generoso (a volte troppo…) nei cross e nei tiri. Il nonno sempre in tribuna vale mezzo voto in più, le mutande del Brasile sfoggiate nella festa post Astrea mezzo voto in meno.

Il portiere Roberto Pini

Il portiere Roberto Pini

Pacciardi 7 Una valida alternativa quando sono mancati Pandolfi e Fe’. Spilungone generoso, firma con l’Arzachena il finale bello di una stagione leggendaria.

Perocchi 6.5 Reduce dalla grande stagione dell’anno scorso, quest’anno ha trovato sulla sua strada un Pandolfi in stato di grazia. Lui ha continuato a lavorare a testa bassa, dando conferma di essere un under affidabile.

Selvatico 7 Sarà un caso, ma quando arriva lui la squadra non solo comincia a giocare a calcio, ma spicca il volo. Mancino prelibato, ma usa anche il destro, le sue punizioni e i suoi corner sono più pericolosi dei missili nordcoreani (e soprattutto sono reali). Perfetto perno del gioco palla a terra di Nofri.

Nuvoli 6.5 Meno elegante del collega, più rude forse perché sardo d’origine, ma utile. Un lavoratore instancabile, altro che articolo 18.

Cuffa 8 All’inizio Sanderra non gli trova posto, e lui magari con quel carattere ne soffre. Poi arriva Nofri, e cambia tutto. E’ il leader della squadra, non soltanto per esperienza e trascorsi, ma per quelle cose che si vedono e contano nello spogliatoio. Perché sono i giocatori stessi i primi a capire che uno così ti fa vincere i campionati. Gracias.

L'esultanza di Invernizzi

L’esultanza di Invernizzi

Ansini 8 Eccone un altro che nella prima Viterbese non esisteva e che poi è diventato protagonista. Autore di due gol decisivi in sette giorni: prima a Lanusei e poi col Muravera. Un altro under azzeccato, in un ruolo cruciale come il centrocampo a tre.

Mbaye 6.5 L’inizio è col botto, un gol a Grosseto, poi non mantiene le promesse, o meglio va a fasi alterne. Nofri lo capisce e inizia a gestirlo bene. Qualità atletiche indiscutibili, magari però un po’ svogliato e prevedibile tecnicamente (con quella finta…) Il rigore segnato contro l’Astrea è da cardiopalma, alla fine però la butta dentro. Come il secondo portiere Mastropietro, passerà alla storia per quella foto di nudo integrale nello spogliatoio di Casal del Marmo.

Boldrini 6.5 Tatticamente fondamentale. Decisivo con la Torres (doppietta) e altre volte in quanto ad assist e personalità. Secondo campionato vinto in due anni.

Vittorio Bernardo

Vittorio Bernardo

Addessi 6 Parte forte, con due gol al San Cesareo, poi sparisce. Con Sanderra giocava, con Nofri no, perché il tecnico perugino trova una quadratura quando lui è fuori per problemi fisici. Sono cose che capitano, e alla fine è servito anche lui.

Belcastro 8 All’inizio uno dice: a che serve uno così? Del resto, il suo ruolo non era ben definito: centrocampista, trequartista, esterno. Tocca all’allenatore bravo trovargli un posto, e Nofri lo fa. Dietro le punte, con licenza di svariare, di tagliare, di inserirsi e di sfornare palloni. Un fantasista moderno, rapido, preciso. Non ci saranno più i dieci di una volta, ma uno così va benissimo.

Neglia 8 L’anno scorso si era intravisto, ma non ancora goduto. E’ cresciuto parecchio, anche di carattere. Corsa e imprevedibilità non si discutono, e sono quelle che hanno acceso tante partite. Magari avrebbe potuto fare qualche gol in più, ma son dettagli.

Bernardo 8 Quando sbagliò quel rigore in Sardegna sembrava dovesse partire. Poi è rimasto, ed è stata la cosa giusta. Attaccante molto tecnico e altrettanto intelligente, è stato bello da vedere, con qualche gol pesante (vedi a Civita Castellana) da ricordare.

Mister Federico Nofri

Mister Federico Nofri

Invernizzi 8.5 Arrivato in corsa, ha cambiato la stagione. Perché ci ha messo il fisico – spallate a profusione – e i gol. Ha dato un’identità ad un reparto, quello avanzato, che senza di lui mancava di qualcosa. Il gol contro l’Arzachena è di una bellezza scultorea: al volo, nel cuore dell’area, sotto l’incrocio. Potenza e perfezione, non per niente gli uruguagi hanno vinto due Mondiali. Una faccia, una razza.

Vegnaduzzo 6.5 Amuleto. I guai fisici lo hanno fermato, ma Mati è l’eroe della città e l’impressione è che senza di lui in squadra non si sarebbe potuto vincere. Dentro e fuori dallo spogliatoio.

De Sena 6.5 Arma tattica da buttare dentro quando la partita non svolta. Apriscatole e rompiscatole (per gli avversari).

Nofri 9 L’uomo della svolta e l’uomo della vittoria. Ha portato alla Viterbese organizzazione, gioco, risultati. Se è vero che l’allenatore perfetto non esiste, lui è qualcosa che gli somiglia. Educato, coerente con le scelte, bravo anche a tenere i rapporti con una proprietà che ha i suoi modi. Così si entra nella storia – e nel cuore – di un’intera città.

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