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La Tuscia e’ in testa per la realizzazione delle energie rinnovabili

Nella Tuscia infinite possibilità di sviluppo di rinnovabili

di Andrea Stefano Marini Balestra

Viterbo,22.10.22- La Provincia di Viterbo già da oltre dieci anni ha accolto nel suo territorio un’intensa realizzazione di impianti fotovoltaici sui tetti dei capannoni, abitazioni e terreni. I Viterbesi credettero nell’energia prodotta dal sole ed, in maggioranza rispetto, altre province laziali, investirono nel fotovoltaico. Sino a circa dieci anni fa, la esistenza di un impianto consentiva conseguire un pluriennale premio dal GSE che ripagava delle spese di impianto.

Ma non solo fotovoltaico, nella zona ventosa di Piansano, sorsero diecine di pale eoliche.

Ma non è finita. La Tuscia diventa “capoluogo” delle energie rinnovabili per i molti programmi presentati ed approvati. Infatti, tredici torri dell’altezza di 250 metri: otto a Viterbo, tre a Montefiascone, due a Celleno sono prossimi. Li realizza un colosso norvegese delle rinnovabili mediante la sua sede italiana: Fred Olsen Renewables Italy che da mesi aveva chiesto al competente ministero la valutazione impatto ambientale che ora pare completata positivamente. Sorgerà quindi a pochi chilometri da Viterbo il “Parco eolico Energia Viterbo”. Sulle coste maremmane della provincia, a distanza dalla spiaggia di circa 20 miglia, sorgerà un parco eolico offshore, cioè, su basi galleggianti sul mare proprio di fronte Montalto di Castro.

Si tratta di torri eoliche alte 250 metri con pale del diametro di un campo di calcio, veri mostri tecnologici in grado quasi di supplire l’energia che sarebbe dovuta scaturire dalla famigerata centrale atomica, poi a gas ed a combustibili liquidi, Poi, come sopra detto, l’impianto eolico “a terra” nella zona nord del capoluogo Viterbo prevede la erezione di 13 aerogeneratori della potenza nominale di 6,0 megawatt, depotenziata a 2,58 megawatt, per una potenza complessiva dell’impianto pari a 33,6 megawatt. L’ubicazione delle maxi pale è prevista infatti a 15 chilometri dal centro abitato di Viterbo, a 3,6 da Montefiascone e a 2,1 da Celleno, quasi al confine con Bagnoregio, su terreni agricoli non vincolati e a una quota tra 425 e 518 metri.

Pertanto Viterbo e la sua provincia rappresenterà il massimo contributo per la produzione di energia elettrica da rinnovabili, proprio in un tempo in cui la produzione con altre fonti è emessa in discussione non tanto per i problemi di ambiente, quanto geopolitici.

In definitiva, nella Tuscia di parchi eolici ne sono già sono in funzione due: Piansano (21 pale) e Arlena-Tessennano (9). di prossima costruzione un altro a Tuscania (16 torri).

I cittadini e le amministrazioni pubbliche nulla debbano temere per un preteso danno ambientale, anzi, i loro territori saranno indennizzati adeguatamente, ma non perchè gli impianti siano un danno ambientale, ma per compensarli della loro disponibilità di averli accolti. In ogni caso, le compensazioni non saranno in denaro, ma mediante sistemi diversi, quali la dotazione di veicoli elettrici alle amministrazioni, costruzione di impianti fotovoltaici sui tetti di edifici pubblici, scuole ed istituzione di corsi specifici per la formazione di personale specializzato nella conduzione di rinnovabili. Un volano pertanto di sviluppo.

La Tuscia, terra di turismo, arte, terme e cultura, sarà anche connotata come terra di produzione non solo agricola di eccellenza, ma come “fabbrica” di energia elettrica, senza la quale non è possibile oggi alcuna attività umana.

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