14042024Headline:

Zitta,zitta, Forza Italia si ingrossa a Viterbo

Manovre di sbarco, ricerca di un porto sicuro

C’eravamo tanto amati

di Andrea Stefano Marini Balestra

Viterbo,14.9.23

Non passa giorno che giungano notizie di cambio di casacca di esponenti politici viterbesi dai loro partiti di origine in Forza Italia.

Ieri Fusco, dalla Lega, oggi Leonetti da Tuscia nel cuore, movimento che contribuì alla vittoria della Frontini, ma la lista dei profughi, forse, non finisce qui.

Indagare sui motivi di questi movimenti non sarà forse facile per chi non mastica di politica, per essi, coloro che cambiano partiti, sono voltagabbana, ma, considerato che tali cambiamenti avvengano nell’ambito di uno stesso schieramento di centrodestra, un approfondimento va fatto.

Indubbiamente, per chi, pur restando nel centrodestra, decide stracciare una tessera e mettersene in tasca un’altra, il motivo è per la critica della direzione del partito in uscita e di consenso verso un altro.

La Lega, per es., socio della Meloni nel governo ed anche con ampia rappresentanza nei Ministeri, ha da qualche tempo creato impacci all’azione di governo proponendo nuovamente l’ipotesi federalista e, proprio di questi giorni, un’intesa con Marine Le Pen, storica rappresentante della destra sovranista francese con tinte di antieuropeismo. Tattiche elettorali di Salvini in vista delle Europee del 2024, ma indubbiamente motivo di “confusione” per molti leghisti che da una parte reclamando autonomia si vedono accumunati con il Front National francese di marca sovranista. Indubbiamente, a cascata, ciò determina distinguo nel centrodestra non solo a livello nazionale, ma locale. A Viterbo, per es., la Lega è con gli altri partiti del centrodestra in minoranza, ma per qualche iniziativa presa è apparsa in contrasto con Forza Italia e Fratelli d’Italia, che nella minoranza, sono maggioranza.

Ecco, forse il motivo per cui Fusco, storico leghista de noantri, scende dal Carroccio ed abbraccia i berluscones, le cui recenti politiche locali e nazionali sono improntate a moderazione e praticità, fedeltà europea, ed atlantica.

Dall’altro canto, la fuga di Leonetti dalla corte Frontini, dopo che ne era stato il costruttore nelle passate comunali, appare come un segno di malessere che sorge nelle fila frontiniane dopo un anno di governo cittadino. Aveva dapprima segnato distinguo dall’azione politica comunale il consigliere Poggi eletto con la lista Sgarbi, adesso, il trasferimento di un colonnello della Frontini da un partito di maggioranza ad uno di minoranza potrebbe essere l’inizio della frana della Giunta Frontini, che di certo oggi non gode del gradimento di un anno fa e, certamente, non le sarà possibile una riedizione alla prossime elezioni,

A “pensar male………….” si sa, ma c’è da ritenere che sia Fusco e Leonetti abbiano scelto un porto sicuro per la loro sopravvivenza politica.

Vedremo poi gli altri.

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