20062024Headline:

Accertata l’inconcludenza della amministrazione comunale Frontini

Viterbo, sarà città ricca del superfluo, ma povera del necessario

di Andrea Stefano Marini Balestra

Il “Deserto” Via Matteotti a Viterbo

Viterbo,19.11.23

Una Città disserminata di cantieri, traffico impazzito, mezzo centro storico chiuso, una circonvallazione urbana che non elimina difficoltà di circolazione, anzi, ma tutto questo per opere inutili.

Quella che grida vendetta al cospetto di Dio è il cantiere della ciclabile nel semianello ovest, dove per realizzare un’opera costosa quanto inutile, pure mal progettata perchè la corsia riservata ai ciclisti troppo stretta che rende impossibile un sicuro incrocio delle bici, pertanto si limita la carreggiata viabile ed, alla barba dello scorrimento veicolare, si pongono semafori che solo potranno formare code.

Ma non è la sola “spesa pazza” comunale sia pure “addolcita” dal PNRR (amesso che poi ci sia concesso, ma comunque un debito per le generazioni future) è il marciapiede attorno alle mure che da mesi è in costruzione, meglio rifacimento in pejus di quello esistente, tra Porta Romana e Porta della Verità e la “sistemazione” di Via Matteotti.

Nel primo caso, la conseguenza è la riduzione della carreggiata in uscita da Porta della Verita, quindi inevitabili code al semaforo e difficoltà per ipedoni, nel secondo caso, il restringimento di via Matteotti per la realizzazione di fioriere, meglio in futuro “cassonetti” per rifiuti come già visto, impedisce anche la sola fermata di veicoli per discesa passeggeri e certamente sarà occasione di ingorgo al passaggio dell’autobus urbano.

Conseguenza. Chiusura dei negozi. E’ ovvio. Un’attività commerciale dove non sia possibile accedere, non ha scelta: chiusura.

Non bastava il deserto di Via Saffi provocato da precedenti chiusure al traffico, anche Via Matteotti sarà presto; desertificata per chiusura negozi quando sarà tra breve proibita la sosta in p.zza della Rocca davanti al Grandori.

Ma di fronte a questo fervore di opere dannose, la Amministrazione Frontini, nulla dice sulla possibile riapertura delle Terme INPS e la soluzione del parco termale del Bagnaccio.

Sembrano fuori dal faraonico programma triennale di opere pubbliche pubblicato giorni fa ed approvato dal Consiglio.

Strutture termali strategiche per il turismo viterbese dimenticate, abbandonate, derelitte, quando anche proibite, non sono il “biglietto da visita” di Viterbo città termale.

E’ proprio chiaro che la permanenza in comune di una tal Giunta non potrà che aggravare i problemi dei cittadini e dei tanti circuiti turistici che evitano Viterbo per la sua inaccessiblità.

Qousque tandem ?

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