22042024Headline:

Gli avvocati viterbesi si beccano come “i polli di Renzo”, nel frattempo, il servizio giustizia langue

Avv. Andrea Danti

Riceviamo e pubblichiamo dall’avv. Andrea Danti

Viterbo,26.3.24

La premessa:

(Scrive l’avv. Andrea Danti ): “Sono stato componente del consiglio dell’Ordine degli avvocati di Viterbo nel biennio 2001-2003 (presidente Franco Rossi) e nel biennio 2003-2005 (presidente Riccardo Micci).

Poi non mi sono più ricandidato, fedele al principio che far parte del consiglio dell’ordine è un “servizio” e non una “professione”.

Oggi sono un semplice iscritto e, come tale, esprimo la più profonda indignazione rispetto a quanto sta accadendo all’interno del nostro ordine.

I fatti:

Alle elezioni del gennaio 2023, l’avvocato Caterina Boccolini è stata eletta come consigliere dell’Ordine degli avvocati, con un vero e proprio plebiscito, riportando ben 349 voti, rispetto ai 500 votanti e con un grandissimo scarto di voti rispetto a tutti gli altri candidati.

Il “trionfo elettorale” dell’avvocato Boccolini può anche essere così sintetizzato: il 70% (settanta) dei colleghi ha scritto il suo nome sulla scheda elettorale .

Alle stesse elezioni l’avvocato Sini, già presidente in passato e componente del consiglio da oltre un ventennio (la prima consiliatura risale addirittura alla fine del secolo scorso), ha, invece, riportato solo 217 voti, cioè il consenso di una minoranza degli aventi diritto, ottenendo addirittura meno voti anche del giovane avvocato Domenico Gorziglia, che si candidava per la prima volta (232 voti).

Nonostante il risultato elettorale inequivoco, l’avvocato Sini ha avanzato egualmente la propria candidatura per il ruolo apicale.

Al primo consiglio del 18 gennaio 2023, presenti 10 consiglieri su 11 (assente l’avvocato Gelsomini), ben 7 di essi hanno espresso il proprio voto per l’avvocato Caterina Boccolini, “per rispetto della indicazione elettorale che aveva indicato chiaramente quale presidente il consigliere Boccolini”.

L’avvocato Sini ed altri due consiglieri (avv. Manganiello e avv. Papalia) non hanno aderito né al risultato elettorale, né alla volontà della maggioranza dei consiglieri dell’ordine e non hanno votato né l’avvocato Boccolini come presidente, né l’avvocato Mencherini come segretario, né l’avvocato Fallucchi come tesoriere (gli ultimi due soni stati votati dall’avvocato Papalia).

L’unità del consiglio era già compromessa ed erano passati soli sei giorni dalle elezioni.

Mai era accaduto, infatti, nella storia dell’Ordine degli avvocati di Viterbo, che le “cariche” non venissero votate all’unanimità.

L’avvocato Sini era l’unico, inoltre, a non votare neanche il bilancio alla successiva assemblea annuale degli iscritti, convocata ad hoc.

Si giungeva, così, al consiglio del 2.2.2024 quando l’avvocato Sini, l’avvocato Papalia, l’avvocato Gelsomini, l’avvocato Manganiello e l’avvocato Fallucchi presentavano addirittura una mozione di “sfiducia” nei confronti del presidente e del segretario.

Mai era avvenuta una cosa del genere nel foro viterbese. La mozione di sfiducia era respinta.

A questo punto, si giungeva al consiglio del 5.2.2024 quando il presidente l’avvocato Boccolini, preso atto che i promotori della “sfiducia” – fallita – non intendevano dimettersi (come era doveroso che facessero), che era impossibile continuare l’esperienza consiliare con questi colleghi, rassegnava le proprie irrevocabili dimissioni dal consiglio, ritenendo che l’unica soluzione praticabile fosse quella del ritorno alle urne.

Neanche per sogno.

L’avvocato Sini presentava la propria candidatura come presidente e veniva eletto a maggioranza.

La vicenda non passava inosservata all’interno del foro e alcuni iscritti chiedevano la convocazione di un’assemblea straordinaria per chiedere chiarimenti e, soprattutto, per far sentire la propria voce.

La prima richiesta di assemblea straordinaria era formulata in data 5.3.2024 dall’avvocato Mecarini e altri colleghi, successivamente, la sollecitavano.

Ad oggi non è stata ancora convocata alcuna assemblea straordinaria.

Con delibera del 8.3.2024 il consiglio dell’Ordine degli avvocati, a maggioranza, ha deciso di respingere la richiesta di convocazione di assemblea straordinaria e di inserire il punto “in una prossima assemblea ordinaria”, come se l’argomento fosse ordinario.  

Considerazioni finali.

Lo scrivente è letteralmente indignato per tutta questa vicenda.

L’avvocato Sini e alcuni consiglieri a lui vicini hanno minato la stabilità del consiglio sin dal giorno successivo alle elezioni, hanno posto in essere tutta una serie di comportamenti che ogni iscritto è in grado di valutare e giudicare, hanno costretto alle dimissioni il presidente Boccolini, votato dal 70% del foro, hanno capovolto, con una operazione di palazzo, il risultato elettorale, hanno messo al vertice chi non è stato votato dalla maggioranza degli iscritti e non hanno neanche ritenuto di convocare una assemblea straordinaria ad hoc.

Secondo il nuovo vertice degli avvocati di Viterbo, quello che è successo è una cosa normale e ordinaria.

Non è così,  avvocato Sini.

Le elezioni sono una cosa seria.

Il risultato elettorale è una cosa seria.

Disattendere il voto di 350 colleghi è una cosa grave.

Capovolgere a tavolino il risultato elettorale è una cosa grave.

Sostituire il vincitore delle elezioni con chi le elezioni le ha perse, è una cosa grave.

È’ necessario, allora, convocare immediatamente l’assemblea straordinaria, così come richiesto dai colleghi.

Ma soprattutto è doveroso presentare le proprie irrevocabili dimissioni dal consiglio e consentire al foro di tornare al voto; è questo l’unico strumento per superare il vulnus democratico che si è venuto a creare.

L’esito della consiliatura è, ormai, segnato.

Un presidente che non ha la fiducia della maggioranza del foro non è rappresentativo degli iscritti.

Prima si mette fine a questa vicenda, meglio è per tutti.

Procrastinare le cose serve soltanto a far indignare ancora di più i colleghi, il cui numero, già ragguardevole, è in continuo aumento.

Avvocato Andrea Danti
Già consigliere dell’Ordine degli avvocati e, oggi, semplice iscritto
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