23052024Headline:

Sarà la Procura di Viterbo che, dopo 52 anni, potrà dire la verità sul volo AZ 112 del 5.5.72 a Palermo ?

Com.te Roberto Bartoli e 1°Uff.. Bruno Dini, fu loro vera colpa ?

Un DC 8 Alitalia

Redazione

Viterbo,8.3.24

La sera del 5 maggio 1972 in una bella serata di primavera, il volo Roma-Palermo, (volo straordinario per favorire rientro in sede di elettori prima della elezioni politiche 7-8 maggio) operato dal DC8 Alitalia comandato da Roberto Bartoli con primo ufficiale Bruno Dini, fini misteriosamente il suo volo sulla Montagna Longa in fase di avvicinamento all’Aeroporto di Punta Raisi determinando la morte di tutti i passeggeri e dei membri dell’equipaggio.

Le prime indagini portarono ad accusare i dirigenti dell’Aeroporto (tra cui il Dr.Giovanni Carignano, direttore dell’Aeroporto -amico del nostro Direttore-) per non aver curato l’iluminazione delle piste e mantenuto attivo il faro dell’Areoporto, ma non andarono a scavare il perchè prima dello schianto fu notato da alcuni testimoni a terra del fuoco a bordo.

Fu concluso, che causa dell’incidente di volo fu per colpa ed imperizia dei piloti che avevano scambiato le indicazioni date dal V.O.R. (uno speciale radiofaro aeronautico) in fase di avvicinamento al campo, quindi, reso inevitabile l’impatto sulla montagna in ora notturna.

Ogni altra ipotesi, per es. di sabotaggio, fu scartata anche se su quel volo viaggiavano VIP (Il sot.proc.re di Palermo, un’importante giornalista siciliana, un comandante della Guardia di Finanza ed noto regista Indovina) ed altri noti passeggeri che si stavano stavano in Sicilia per votare la domenica successiva.

Ogni tentativo di conoscere la verità è rimasto seppellito da un muro di gomma, forse il primo di tanti altri, ma oggi, Alessandra Dini. figlia del pilota Dini, che vive a Viterbo, e Roberto Da Re, nipote del com.te Roberto Bartoli, non si rassegnano che per la prima, suo padre, e per il secondo, un suo zio, siano stati ritenuti responsabili dell’incidente per incapacità.

E’ stata presentata alla Procura della Repubblica di Viterbo una denuncia contro l’autore di un Video che ha documentato come “certa” la colpa del pesonale al comando del volo. L’avv. Maccioni, che ha curato l’incarico datogli dalla Dini e dal Da Re, ha corredato la denuncia con precise perizie di parte, che potrebbero, finalmente, mettere in luce le vere cause dell’incidente, troppo frettolosamente ritenute solo colpa dei piloti Bartoli e Dini.

Ancora una volta, la Magistratura viene incaricata di risolvere qualcosa che qualcuno amministrativamente non è stato capace o. peggio, non ha voluto indagare.

Troppo facile fu, sbarazzarsi del caso ed addossare la colpa a qualcuno solo noto e certo (il personale al comando del volo) quando il velivolo poteva essere stato minato “alla moda” del Morane Saulnier dell’ENI dove perse la vita Mattei nel noto incidente di Bescapè nel 1963.

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