La migliore dichiarazione, almeno per l’ironia, è quella del direttore di Federlazio Giuseppe Crea: “Coldiretti dice che vuole al timone della Camera di commercio un imprenditore giovane, dinamico e lungimirante? Bene, ha fatto il perfetto identikit di Rino Orsolini. Il quale, oltretutto, ha un’esperienza di giunta camerale di ben cinque anni. Cosa che gli altri candidati non hanno”.
Signori, la battaglia per il dopo Ferindo Palombella è entrata nei vivo. E adesso, dopo che si sono costituiti i due blocchi contrapposti, è subito cominciato il valzer delle esternazioni, dei comunicati e, perché no, anche delle punzecchiature, visto che sono scesi in campo – e questo va detto senza alcun sarcasmo – due imprenditori di peso: Rino Orsolini da un lato e Domenico Merlani dall’altro.
E’ stato Mauro Pacifici, fresco presidente di Coldiretti, ad aprire le danze: “Vorrei – ha detto – una Camera di commercio più dinamica, e non perché finora non lo sia stata”. E ancora: “Giudico positivamente il patto firmato con Unindustria, Cna, Cia, Confagricoltura, Confcooperative, Lega Coop e sindacati perché rappresenta un atto di responsabilità nei confronti delle aziende. Ora, dobbiamo cambiare passo con nuove idee e progetti”. Il direttore dell’associazione Andrea Renna entra più nello specifico. “Occorre collaborare – puntualizza – sui punti che possono dare slancio all’economia della Tuscia, senza pensare a inutili polemiche su persone o schieramenti. Il nostro obiettivo è quello di dare risposte alle imprese che rappresentiamo. Rilancio dell’economia, più servizi alle aziende e migliore accesso al credito saranno i nostri punti di riferimento. La persona che guiderà l’ente – conclude poi – deve necessariamente fare sinergia con Regione e Comune per attuare programmi nuovi per il bene del territorio e delle nostre aziende”. Poi una puntualizzazione: “In questa nostra scelta l’ex presidente di Coldiretti e attuale sindaco viterbese Leonardo Michelini non è minimamente entrato”.
Un punto di vista, quello di Coldiretti, ribadito da Cna, altra firmataria dell’accordo. “Questa coesione che si è realizzata, e che ci auguriamo possa ampliarsi – afferma la segretaria Lugia Melaragni – costituisce un valore e una garanzia per il territorio. L’Ente camerale ha operato, sotto la guida autorevole di Ferindo Palombella, per la crescita culturale e l’innovazione delle imprese, con risultati importanti e con riconoscimenti anche a livello nazionale. Riteniamo si debba proseguire lungo il percorso ormai avviato, per sostenere la crescita competitiva della nostra economia, sia intensificando l’azione sui versanti della formazione e della valorizzazione del capitale umano, dell’internazionalizzazione e del credito, sia spingendo, con strumenti efficaci, settori strategici, come l’agroindustria”.
Sull’altro versante, come anticipato all’inizio, c’è il frizzantino Giuseppe Crea, direttore di Federlazio che, nel dare appuntamento alla prossima settimana per un incontro ufficiale con la stampa dello schieramento di cui l’associazione fa parte, si limita a due semplici osservazioni. “Alla Coldiretti rispondo che se bisogna fare di più vuol dire che fino a oggi non s’è fatto abbastanza. E gli agricoltori in giunta camerale ci stavano. Alla Cna dico che anche Federlazio si augura che ci sia un ampio schieramento per affrontare nel migliore dei modi le tematiche e le problematiche del territorio”.
Nota curiosa a margine: tutti affermano di privilegiare i programmi rispetto alle persone. Ma se poi vai a scavare a fondo, non sembra proprio. E’ la campagna elettorale, bellezza.
Certo con tutte queste guerre in atto (Monnezza, kaffeina, terme, Camera di Commercio…) a Viterbo ci vorrebbe proprio l’intervento dell’ONU.
La camera di commercio andrebbe abolita senza tentennamenti.
http://www.tusciaweb.eu/2014/02/mariani-facciamo-seguire-al-patto-uno-scatto-di-orgoglio/
Mi dispiace Sig. Mariani, ma il suo non è un commento. Se vuole la prossima volta può inviare i suoi comunicati a: redazione@viterbopost.it e redazione@viterbonews24.it