25042024Headline:

“Quelle oche portano gravi problemi sanitari”

Anche la Provincia conferma i timori del Comune di Capodimonte sui pennuti acquatici

Oche canadesi in passeggiata

Oche canadesi in passeggiata

Il gioco dell’oca, lungo le rive del lago di Bolsena, prosegue senza sosta. Se ne è parlato proprio su queste colonne qualche giorno fa. Quando il vice sindaco Angela Catanesi aveva spiegato come mai le suddette oche, quelle “canadesi”, a breve sarebbero state trasferite da Capodimonte.
Nonostante però il parere istituzionale, ecco una nuova nota giunta in redazione. A inviarla è ancora la signora Vera Risi, che annuncia subito il fatto di non appartenere ad un movimento. Ma quando batte i tasti al computer, agisce da sola. Anche se poi altre persone la pensano come lei. Proprio per questo avevamo scritto “movimento” con le virgolette… Comunque, ne prendiamo atto e andiamo a soddisfare i freschi quesiti della Risi. Attraverso le parole dell’assessore provinciale all’agricoltura, caccia e pesca, Franco Vita.
“In primo luogo il volatile – spiega Vita – non è una specie autoctona. Alcune coppie sono state infatti introdotte illegalmente negli anni 90. Poi si sono riprodotte, raggiungendo circa 60 esemplari, entrando in competizione con altre popolazioni di avifauna acquatica, e incidendo negativamente sull’equilibrio biologico del bacino. Oltretutto riconosciuto come ‘Sito di interesse comunitario’ e ‘Zona a protezione speciale’. Inoltre le stesse hanno l’abitudine di soffermarsi sulle spiagge e sui prati limitrofi destinati ai bagnanti, ricoprendoli di escrementi”.
E questa è la premessa. “Il Comune di Capodimonte ha quindi chiesto un intervento urgente per ridurre il numero di esemplari – prosegue – che determinano gravi conseguenze igienico sanitarie, come attestato dal medico veterinario della ASL e dal Corpo di Polizia locale.

L'assessore provinciale Franco Vita

L’assessore provinciale Franco Vita

Ecco perché l’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca ambientale) ha ideato insieme all’Università della Tuscia un ‘Piano di eradicazione della popolazione di oche canadesi (Branta canadensis) del lago di Bolsena tramite cattura e trasferimento in ambienti confinanti’”.
Spiegazioni di contorno. “Le istituzioni scientifiche da anni si battono per togliere dagli ambienti naturali specie introdotte artificialmente e che sul piano biologico e naturalistico non meritano la conservazione. Per quanto riguarda la loro destinazione, non essendo specie ‘cacciabile’, è stato emanato un bando per l’assegnazione a bioparchi, zoo, aree faunistiche (non venatorie), enti pubblici, soggetti privati (comprese le aziende agricole), gli agriturismo, le fattorie sociali, le fattorie didattiche. I quali dovranno mantenerle in ambienti idonei ed impedire che tornino in libertà”.
Chiusura. “Pertanto – conclude Vita – alle oche non verrà arrecato alcun male. Con questa operazione si andranno però a tutelare tutte quelle specie che popolano il lago, che sono decine, alcune ormai anche stanziali, e che potremo continuare ad ammirare in prossimità delle rive”.
Amen.

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