22042024Headline:

Due “Luoghi del cuore” si trovano in Tuscia

L'Altopiano dell'Alfina e La Tomba degli scudi vincono il concorso promosso dal Fai

L'Altopiano dell'Alfina

L’Altopiano dell’Alfina, Acquapendente

Il titolo è da diabete: “I luoghi del cuore”. Ma l’intento è nobile, e quindi ci si passa serenamente sopra. Andiamo a capire cosa sono, perciò, questi luoghi del cuore.
Il Fai (Fondo ambiente italiano) lo scorso anno ha messo su una specie di concorso. Al quale hanno partecipato addirittura 1.600.000 persone. L’intento, anzi lo scopo nobile, era (ed è) quello di tutelate una serie di posti, di conservarli nel miglior modo possibile a favore delle generazioni che verranno.
Bene. Qualche numero. Hanno avuto la possibilità di aderire alla manovra ben 257 Comuni. I quali potevano presentare una sorta di domanda, dove si sarebbe dovuto specificare quale tipo di opera si intendeva intraprendere per conservare il proprio posto (del cuore, ovvio). Di questi 257 solo 103 hanno compilato a dovere il modulo (gli altri o non se lo sono filato, o non hanno convinto la giuria). Una commissione tecnica, infine, ha valutato i cartacei e scelto 22 vincitori.
Tra di essi, e qui sta la notizia vera, ci stanno anche Tarquinia e Acquapendente.
Il viterbese sorride, insomma. Poiché il Fai si appoggia a Intesa SanPaolo, e finanzia quanto detto sopra.
Dettagli provinciali (in rigoroso ordine alfabetico). Ad Acquapendente è stato selezionato l’Altopiano dell’Alfina. Che ha ricevuto in un solo mese oltre quattromila firme. Grazie anche al supporto di Castel Giorgio, delle scuole del circondario, del Comitato interregionale Salvaguardia Alfina e di Alba e Alice Rohrwacher (due testimonial d’eccezione).

La Tomba degli Scudi, Tarquinia

La Tomba degli Scudi, Tarquinia

Ora sarà interessante capire come si svilupperà il tutto. E per “tutto” si intende come il progetto andrà avanti a fronte del rischio “geotermia”.
Tarquinia. Sul mare la “X” è caduta sulla Tomba degli Scudi, straordinario ipogeo realizzato nel IV secolo a.C per l’aristocratica famiglia etrusca dei Velcha. Il suo restauro potrà essere finalmente avviato, merito (pure) delle 5681 sottoscrizioni.
Attualmente chiusa al pubblico, con 24.500 euro si restaureranno i dipinti della camera principale, quelli in cui sono rappresentati Larth Velcha, fondatore della tomba, e di sua moglie Velia Seithiti.
All’operazione hanno partecipato (aprendo il portafogli) anche la Soprintendenza, e numerosi enti sensibili: la Fondazione Etruria Mater, Skylab Studios, Dichtec srl, Isam srl, Pottino e Pottino Avvocati Associati e Lions Club Tarquinia.

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