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Il boom di turisti? Grazie al web

Il sito di San Pellegrino in fiore

Il sito di San Pellegrino in fiore

Bene. Bravi. Tris. Perché il bis, nonostante sia in corso, ha già dato frutti incredibili. Quante volte all’ombra della Palanzana si è svolto un evento e metà della popolazione se n’è accorta una settimana dopo? Troppe. Era ora di cambiare. Il Comune l’ha capito. Ed eccoci qua. A sciorinare numeri da capogiro.

San Pellegrino in fiore. Quanto ha contato (e conta ancora oggi, e conterà in futuro) la comunicazione? Spazio ai dati. Il sito Internet, nato il martedì dopo Pasqua, registra mille click al dì. Che non sono uno sproposito, ma per un novellino manco pochissimi. Altro discorso invece la pagina Facebook. Duemila “mi piace” in una settimana. Un milione novecentomila visitatori unici sui post. Boom. Una sinfonia completamente diversa rispetto (senza cattiveria) qualche centinaio di manifesti sparsi qua e la in passato.

Ottima quindi la scelta dell’ente autonomo. Quella cioè di essersi affidati, su consiglio amministrativo e dopo i traguardi di Santa Rosa (sedicimila utenti da cinquantasette nazioni diverse per la sola serata del trasporto) a Mediamorphosi, col solito sostegno dell’instancabile addetta stampa ufficiale Cristina Pallotta.

Francesco Scialacqua

Francesco Scialacqua (Mediamorphosi snc)

“È un nostro format, semplice semplice – dice Francesco Scialacqua, titolare proprio di Mediamorphosi – Ma molto efficace. Basato su un budget economico. Ecologico. Capace di dare un riscontro effettivo finale”. In sostanza Leo Michelini (più Delli Iaconi, più Barelli) ha optato per il marketing. Quello puro. Non per la pubblicità. Ma per la canalizzazione scientifica. Grazie infatti a tale mossa si potranno capire tante cose. Chi è venuto. Da dove. Età. Gusti. “Penso ai post piazzati ad hoc per i fotografi – prosegue l’ingegnere informatico – o quelli dedicati alle donne. Agli uomini. Ai bambini”. E non solo. Il tutto in tempo reale, con possibilità di dare informazioni. Un paio di esempi. Per due pomeriggi è piovuto. Internet suggeriva di visitare, a rotazione, i vari musei. “O sull’ora del pranzo eccoti il link atto a varcare i ristoranti del centro e chiedere prodotti a Marchio Tuscia”, spiega sempre lui.

E il pacchetto si impreziosisce con altre chicche. Uno. Chi già ci sta dentro è fidelizzato. Tra un anno verrà avvertito in automatico. Due. La piattaforma è a doppio senso. Tanti hanno postato foto, messe da parte e riutilizzabili. Tre. Lo storico del 2014 farà capire agli addetti ai lavori su cosa puntare già a partire da domattina. “È un tipo di marketing dinamico – ancora Scialacqua – Che non termina alla sola presentazione. Ma rimane. Come patrimonio. E come metro di giudizio”.

Se questa è la nuova politica amministrativa, se così han deciso di sviluppare e comprendere i flussi turistici, l’applauso è obbligatorio. “Questo è il contenitore – chiude il frontman di Mediamorphosi – A pranzo si mangia lì. La sera si dorme là. E se piove vi forniamo un’alternativa”. Bene. Bravi. Tris.

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